A supportare la clinica frequentata dai tossicodipendenti del sesso orale c'era un'infermiera bellissima e devotissima. Non importava quanto fosse rude il paziente, non importava quanto grande fosse il pene, lo avvolgeva con la sua gola stretta, delicata, morbida e calda. Anche con spinte costanti nella sua gola stretta, il pene rimaneva eretto. Anche quando piangeva come se stesse per vomitare, non si rifiutava mai, a testimonianza della sua incrollabile devozione. Dopo essere stata prosciugata del suo sperma, con la sua spugna di sperma cadente, diceva timidamente: "Ma è stato così bello". Era come una santa figura di estrema autotortura, una vera dea Teresa di Marceau.